14 ottobre 2007

LUGLIO COL BENE CHE TI VOGLIO: GLI ACCORDI TRUFFA DEL 23

In nome del risanamento dell’economia nazionale, il 23 luglio 2007 il Governo Prodi, CGIL-CISL-UIL e Confindustria, hanno concertato un ennesimo accordo bidone. L’accordo siglato, guarda caso, un attimo prima delle ferie, riserva “lacrime e sangue” ai lavoratori sui temi delle pensioni e delle regole relative al lavoro e al mercato del lavoro. Ma vediamo in sintesi i termini dell’accordo:

PENSIONI – L’ Unione aveva promesso in campagna elettorale che sarebbe stato abolito lo scalone Maroni che avrebbe alzato l’età pensionabile, a partire dal primo Gennaio 2008. L’accordo del 23 luglio diluisce nel tempo l’innalzamento dell’età pensionabile, con un sistema di scalini, che, a regime, peggiorerà addirittura la riforma Maroni. L’aumento di 80 centesimi al giorno per coloro che hanno un reddito inferiore a 650 euro al mese e che hanno compiuto 64 anni è solo una misura propagandistica (e ridicola) per “indorare” la pillola di questo ennesimo attacco generalizzato al mondo del lavoro.

LAVORI USURANTI - La possibilità di andare in pensione con le vecchie regole per coloro che svolgono lavori usuranti viene resa vana dalla clausola che prevede che soltanto 5000 lavoratori all’anno su 1 milione e 400 mila potranno usufruire di questa “agevolazione”.
REVISIONE IN PEIUS DEI COEFFICIENTI DI CALCOLO DELLE PENSIONI
Dal 2010 automaticamente saranno rivisti ogni tre anni al ribasso i coefficienti di determinazione delle pensioni che così subiranno una diminuzione del 6/8%;
LAVORO PRECARIO - L’accordo del 23 luglio nella sostanza conferma tutte le forme di lavoro a tempo determinato, precario e interinale contenute nella legge 30 e nel pacchetto Treu, che nel 2006 hanno raggiunto il 54% del totale delle assunzioni.
Non è vero che dopo 36 mesi finisce il lavoro precario. È vero invece che dopo 36 mesi i contratti non si debbano rinnovare in azienda, ma davanti alla direzione provinciale del lavoro con l’assistenza del sindacato. Che differenza c’è? Nessuna. Le aziende potranno rinnovare quei contratti quante volte vorranno e dunque il precariato proseguirà a tempo indefinito.
STRAORDINARI - Con l’accordo viene concessa la decontribuzione degli straordinari ai datori di lavoro, che così potranno pagare meno il lavoro e sfruttare meglio.
La Confederazione COBAS e gli altri sindacati di base non sono gli unici ad aver bocciato il Protocollo: questo accordo è così impresentabile che dentro la CGIL sia la componente Lavoro e Società, che la FIOM nazionale, il sindacato dei metalmeccanici, hanno bocciato l’accordo.
Questo accordo non è ancora in vigore, per diventare legge sarà collegato alla prossima finanziaria. Possiamo e dobbiamo contrastarlo, con tutti i mezzi necessari, organizzandoci anzitutto a partire dai posti di lavoro, anche in vista dello sciopero generale già proclamato per il 9 novembre.
CGIL/CISL/UIL in questi giorni faranno votare i lavoratori sull’accordo: questa consultazione è così poco democratica che nelle assemblee saranno esposte solo le relazioni dei sostenitori dell’accordo.
NEL NOSTRO POSTO DI LAVORO L’ASSEMBLEA SULL’ACCORDO, INIZIALMENTE PREVISTA PER IL 3 OTTOBRE, E’ SALTATA: LORSIGNORI (CGIL, CISL E UIL) HANNO INTENZIONE DI CONFRONTARSI CON I LAVORATORI SUL PROTOCOLLO DI LUGLIO, O DOPO I FISCHI DI MIRAFIORI HANNO PAURA DI ALTRE BRUTTE FIGURE?

COBAS AGENZIA ENTRATE DIREZIONI CENTRALI